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Organizzazione Regolamento Piani di Studio
 

(indirizzo storico-culturale - tre anni)


Approvato nella seduta del Consiglio di Facoltà del 27 aprile 2001


Titolo I
Norme generli



Art. 1 - Consiglio del corso di studio.
1. Al Consiglio del corso di studio della classe XXXIX afferisce il corso di laurea il cui Ordinamento degli studi, di cui è stata approvata l’istituzione e deliberata l’attivazione, è riportato nell’ allegato A.
2. Le modalità di funzionamento del Consiglio del corso di studio (CCS) sono conformi a quanto stabilito nello Statuto di Ateneo e nel Regolamento Didattico di Ateneo (RDA).
3. La composizione del Consiglio e la durata delle rappresentanze elettive sono stabilite dal Regolamento di Facoltà (art.7).
4. Le attribuzioni del Presidente e del Consiglio sono quelle previste nell’art. 24 dello Statuto e del RDA.

Art. 2 - Commissione didattica.

Per la pianificazione, il coordinamento e la verifica dell’offerta formativa è istituita, ai sensi dell’art. 3 del RDA, la Commissione didattica, con la composizione e le attribuzioni definite all’art. 10 del Regolamento di Facoltà.

Art. 3 - Ammissione al Corso di Laurea.

1. Per essere ammessi al Corso di laurea occorre essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore di durata quinquennale o di titolo equipollente, ai sensi delle vigenti normative.
2. Il Consiglio del Corso di Studio può deliberare, qualora se ne ravvisi la necessità, forme di verifica e di sostegno agli studenti nuovi iscritti.

Art. 4 Ammissione a corsi singoli.

1. In conformità all’art. 15 del RDA, su delibera del Consiglio, gli studenti iscritti presso altre Università italiane ed estere possono essere ammessi a seguire singole attività formative, a sostenere le relative verifiche e ad averne regolare attestazione, previo versamento di un contributo pari al 20% del minimo di quanto dovuto per tasse e contributi per l’iscrizione come studente regolare per il relativo anno di corso, per ogni attività attestata. Tale delibera non è richiesta nel caso di studenti iscritti presso Università con le quali siano in atto specifici accordi in merito, o qualora lo studente sia inserito nei programmi di mobilità.
2. Su delibera del Consiglio, i cittadini italiani e stranieri possono essere ammessi a seguire singole attività formative, sostenere le relative prove di verifica ed averne regolare attestazione, per motivi di aggiornamento e/o di adeguamento culturale e professionale. In tali casi è dovuto un contributo pari al 20% di quanto dovuto per l’iscrizione come studente regolare per il relativo anno di corso, per ogni attività attestata.
3. L’ammissione a corsi singoli eccedenti quelli previsti come crediti a scelta dello studente, è consentita anche a studenti regolarmente iscritti, previo inserimento nel proprio piano degli studi.

Art. 5 - Crediti formativi.

1. La quantità di lavoro medio svolto in un anno da uno studente impegnato a tempo pieno negli studi universitari è quantificabile in Crediti Formativi, ciascuno dei quali è equivalente a 25 ore. L’ordinamento del Corso di studio, allegato al presente Regolamento, stabilisce i crediti corrispondenti all’interno di ogni tipologia di attività formativa contemplata dalla Classe corrispondente, tenendo conto del numero minimo di crediti riservato a ciascun tipo di attività, ai sensi dell’art. 10, comma 2 del Regolamento generale sull’autonomia e successive modifiche.
2. La frazione dell’impegno orario complessivo riservata allo studio personale o ad altre attività formative di tipo individuale è determinata, per ciascuna attività formativa, nel rispetto dei vincoli fissati dai decreti d’area, nella misura seguente:
a) Attività didattiche di base, caratterizzanti, affini o integrative, lingua straniera - ore 17, pari al 68%;
b) Prova finale - ore 20 pari all’80%;
c) Tirocinio ed attività pratiche - ore 20 ore pari all’80%;
Per le lingue straniere il docente, in considerazione dell’elevato contenuto pratico dell’insegnamento, potrà prevedere attività formative (lettorati, laboratori) sotto la assistenza propria o di personale esperto, all’interno delle ore riservate alle attività formative individuali dello studente.
3. Annualmente, in fase di programmazione didattica per l’anno successivo, il Consiglio del Corso di studio attribuisce i crediti discrezionali agli ambiti, ai settori scientifico-disciplinari ed alle altre attività formative previsti dalla Classe, motivandoli sulla base del diverso grado di rilevanza e di funzionalità degli stessi in relazione agli obiettivi specifici del Corso. Anche l’assegnazione dei crediti agli insegnamenti e ai moduli avviene in relazione al criterio funzionale e quindi sulla base della definizione preliminare degli obiettivi e dei contenuti dell’offerta formativa relativa alle figure professionali che si intendono formare.
4. I crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell’esame o di altra forma di verifica del profitto stabilita dal Consiglio, su proposta del docente, ferma restando la quantificazione in trentesimi per la votazione degli esami e in centodecimi per la prova finale, con eventuale lode.
5. Nel rispetto della normativa vigente in materia, il Consiglio, su proposta della commissione di cui all’art. 19, può riconoscere agli studenti, secondo criteri predeterminati dal Regolamento di Facoltà, crediti a fronte della documentata certificazione dell’acquisizione di competenze e abilità professionali, nonché di altre competenze e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario alla cui progettazione e realizzazione l’Università abbia concorso.
6. Vengono altresì riconosciuti i crediti relativi alla conoscenza di una lingua dell’Unione Europea sulla base di certificazioni rilasciate da strutture interne o da qualificate strutture esterne all’Ateneo, sentito il parere del docente della Facoltà competente per ciascuna lingua.
7. Nel caso di trasferimenti al Corso di laurea della Classe, o del riconoscimento di crediti acquisiti dallo studente in altro Corso di studi dell’Ateneo, ovvero nello stesso o in altro Corso di studi di altra Università, anche estera, il Consiglio delibera - in mancanza di specifiche convenzioni - il riconoscimento dei crediti acquisiti tenendo conto degli obiettivi formativi qualificanti del Corso, nonché di quelli previsti dal Corso di provenienza, della stessa o di altra Facoltà.
8. Nel caso di immatricolazioni di studenti già in possesso di titolo accademico di Laurea o di Laurea specialistica, il Consiglio valuta i risultati della precedente carriera, le frequenze attestate, gli esami superati e i crediti acquisiti, al fine di definire il debito formativo e la conseguente possibilità di iscrizione con abbreviazione di corso.
9. Lo studente che - ai sensi della normativa vigente e dell’art. 14 RDA - intenda svolgere parte dei propri studi presso Università estere deve presentare apposita domanda nella quale dovrà indicare gli insegnamenti che intende seguire. La domanda è sottoposta all’autorizzazione del Consiglio. Il riconoscimento degli studi effettuati all’estero è deliberato dal Consiglio sulla base di adeguata documentazione attestante i contenuti dei Corsi seguiti, le modalità di svolgimento degli stessi, la valutazione finale conseguita e tutti gli altri elementi che lo studente ritenga opportuno produrre. Tale riconoscimento non è necessario nel caso in cui sussista apposita convenzione oppure nel caso in cui il Consiglio della struttura didattica abbia approvato, nell’ambito di altri programmi di scambio, tabelle di equivalenza con Corsi e seminari tenuti presso l’università partner.
10. La delibera di convalida di frequenze, esami e periodi di tirocinio svolti all’estero deve esplicitamente indicare, ove possibile, le corrispondenze con le attività formative previste nel piano ufficiale degli studi o nel piano individuale dello studente.
11. Il Consiglio attribuisce agli esami convalidati la votazione in trentesimi sulla base di tabelle di conversione proporzionali.
12. Ove il riconoscimento sia richiesto nell’ambito di un programma che ha adottato un sistema di trasferimento dei crediti (ECTS), il riconoscimento stesso tiene conto anche dei crediti attribuiti ai Corsi seguiti all’estero. Le attività formative seguite all’estero per le quali non sia individuabile alcuna corrispondenza possono essere considerate dalla commissione in sede di valutazione dell’esame finale.
13. L’istruttoria delle pratiche di riconoscimento e convalida è compiuto dalla commissione di cui all’art. 19.

Art. 6 - Frequenza dei corsi.

1. La frequenza è obbligatoria per i tirocini e le attività pratiche, regolamentati dall’art. 21.
2. Lo studente si considera fuoricorso quando, avendo frequentato, anche da ripetente, le attività formative previste dal suo curriculum formativo, non abbia superato gli esami e le altre prove di verifica previsti per l’intero Corso di studi e non abbia acquisito entro la durata normale - o concordata, con le stesse modalità di cui agli articoli 6 comma 4 e 7 comma 3 del RDA — del Corso medesimo il numero di crediti necessario al conseguimento del titolo di studio.
3. Lo studente fuori corso deve superare le prove mancanti alla propria carriera universitaria entro il termine massimo di un anno. In caso contrario, il Consiglio provvede a determinare i nuovi obblighi formativi per il conseguimento del titolo ed indica a quale anno di corso lo studente può essere re-iscritto.
4. Si considera studente ripetente:
a) lo studente che, entro l’anno di corso non abbia ottenuto un numero di crediti pari al 60% di quelli previsti per la durata normale del Corso, per il passaggio al successivo anno di corso;
b) lo studente che intenda modificare il proprio piano di studi, eccettuato che per le discipline a scelta libera.
5. Lo studente può essere dichiarato ripetente, per lo stesso anno di corso, non più di una volta. Allo studente che non consegua neanche da ripetente i crediti necessari per la prosecuzione della carriera si applicano le stesse disposizioni previste dal comma seguente per lo studente che interrompe gli studi.
6. Ai sensi dell’art. 13 del RDA, lo studente ha facoltà in qualsiasi momento della propria carriera formativa di interrompere la prosecuzione degli studi intrapresi e di immatricolarsi di nuovo allo stesso o ad altro Corso di studi.
7. Il riconoscimento di eventuali crediti formativi nonché le modalità di reiscrizione avviene secondo le modalità previste nel precedente art. 5, tenuto conto delle frequenze attestate, dei crediti acquisiti e della carriera complessiva dello studente.
8. Non è consentita la contemporanea iscrizione a più Corsi di studi. In caso di contemporanea iscrizione lo studente decade dal Corso di studi al quale si è iscritto successivamente. Lo studente tuttavia ha facoltà di acquisire, in ogni anno accademico, crediti aggiuntivi oltre a quelli richiesti dal proprio percorso usufruendo, nel rispetto di quanto previsto dall’art.15 comma 1 del R.D.A., di offerte formative presenti nell’Ateneo di Catania e presso altri Atenei.

Art. 7 - Insegnamenti.

1. Il Consiglio può richiedere al Consiglio di facoltà, con adeguate motivazioni e previo parere favorevole della Commissione didattica, lo sdoppiamento di un insegnamento. Il Consiglio di facoltà delibera, fissando le modalità di suddivisione degli studenti e verificando annualmente, entro il 31 marzo, la permanenza dei presupposti.
2. Il Consiglio accerta che i programmi didattici e le prove d’esame dei corsi sdoppiati siano equivalenti ai fini didattici e non creino disparità. La possibilità per gli studenti di chiedere il trasferimento ad un corso sdoppiato diverso da quello al quale siano stati originariamente assegnati può essere deliberata in base ai seguenti criteri:
a) è consentito il passaggio globale da una suddivisione all’altra dei corsi per esigenze familiari;
b) è consentito il passaggio riguardante singole discipline, su parere favorevole dei rispettivi docenti, con possibilità in caso di mancata intesa, di ricorso al Consiglio per la decisione definitiva.
3. Oltre ai corsi di insegnamenti, di varia durata, che terminano con il superamento delle relative prove di esame, il Consiglio può procedere all’attivazione di corsi liberi, corsi di sostegno, seminari, esercitazioni in laboratorio e/o in biblioteca, esercitazioni di pratica testuale, esercitazioni di pratica informatica e altre tipologie di insegnamento e di attività ritenute adeguate al conseguimento degli obiettivi formativi del Corso.
4. Per ciascuna di tali tipologie dovranno essere indicati:
a) l’afferenza a un settore scientifico-disciplinare o a un ambito disciplinare definito, anche allo scopo di assicurarne la corretta assegnazione ad uno dei docenti del Consiglio;
b) l’attribuzione di un adeguato quantitativo di crediti formativi universitari;
c) le modalità di verifica del profitto che consentono nei vari casi il conseguimento dei relativi crediti.
5. Ogni Corso di insegnamento può essere articolato in più moduli affidati ad un solo o a più docenti. Le prove di verifica finale dovranno certificare l’avvenuto superamento dei singoli moduli. E’ possibile l’articolazione degli insegnamenti in moduli didattici di diversa durata, con attribuzione di diverso peso nell’assegnazione dei crediti formativi universitari corrispondenti.
6. I Corsi di insegnamento di qualsiasi tipologia e durata potranno essere monodisciplinari o integrati, ed essere affidati alla collaborazione di più docenti, su delibera del Consiglio. Le relative prove di verifica finale dovranno comunque essere uniche.
7. E’ possibile prevedere anche forme di insegnamento a distanza, specificandone le modalità di organizzazione e di verifica pratica ad esse connesse.

Art. 8 - Supplenze, affidamenti, incarichi e presentazione programmi.

1. Le supplenze, gli affidamenti e gli incarichi di insegnamento devono essere conferiti, di norma, entro il mese di giugno dell’anno accademico precedente.
2. Il docente presenterà il programma del corso entro il 15 settembre di ciascun anno accademico. Tale programma, vistato dal Presidente del Consiglio, sarà reso pubblico mediante l’affissione all’albo, nelle apposite bacheche e mediante la sua pubblicazione sul sito internet della Facoltà.

Art. 9 - Calendario didattico e sessioni di esami.

1. Le attività didattiche hanno inizio entro il 15 ottobre di ciascun anno accademico.
2. Il calendario delle sessioni di esame viene stabilito dal Consiglio di Facoltà, su proposta del Consiglio, contestualmente alla definizione del piano didattico, e cioè entro maggio dell’anno accademico precedente. Va tenuto conto della possibilità di articolare le attività didattiche in cicli coordinati di lezioni e di esami inferiori all’anno.
3. Gli esami si svolgono in tre sessioni, ciascuna di due appelli distanziati di quindici giorni, durante i quali le normali attività didattiche sono sospese.
4. Gli studenti lavoratori, ripetenti o fuori corso dovranno usufruire di un numero complessivo di appelli superiore a quelli generali.
5. Deve essere in ogni caso previsto un appello non collegato ai cicli didattici, di norma fissato non prima del 15 settembre e concluso non oltre il 15 ottobre successivo. Ulteriori appelli straordinari vanno decisi in Consiglio di Facoltà tenendo conto di esigenze di coordinamento e di utilizzazione degli spazi.
6. Deve essere assicurata pubblicità preventiva, almeno due mesi prima del loro inizio, delle attività didattiche e delle date degli appelli di esame. Loro eventuali posticipazioni dovranno essere comunicate con almeno 10 giorni di anticipo, salvo casi straordinari di necessità, con provvedimento della Presidenza della Facoltà.

Art. 10 - Prove d’esame.

1. A seconda della tipologia e della durata delle attività formative, il Consiglio stabilisce il tipo di prove di verifica che determinano per gli studenti il superamento del corso e l’acquisizione dei crediti assegnati. Tali prove, la cui valutazione viene espressa in trentesimi, potranno consistere in esami (orali e/o scritti), o nel superamento di altre prove di verifica (prove orali e/o scritte, pratiche, grafiche, tesine, colloqui, ecc.) appositamente studiate dal Consiglio, su proposta del docente, allo scopo di valutare il conseguimento degli obiettivi formativi previsti per ciascun insegnamento.
2. L’effettuazione di una prova scritta va deliberata dal Consiglio su proposta del titolare della disciplina. L’esito della prova è comunicato mediante affissione all’albo. Lo studente ha diritto a prendere visione dell’elaborato corretto, durante le ore di ricevimento del docente, entro un mese dall’affissione dei risultati.

Art. 11 - Commissioni d’esami.

1. Le Commissioni giudicatrici degli esami e delle altre prove di verifica del profitto sono nominate dal Presidente del Consiglio e sono composte da almeno due membri, il primo dei quali è sempre il titolare del corso di insegnamento, che svolge le funzioni di Presidente della Commissione; il secondo è un altro docente del medesimo ambito disciplinare o di uno affine o un cultore della materia (art. 12).
2. Le Commissioni possono operare anche distribuendosi in sottocommissioni di almeno due membri ciascuno, sotto la responsabilità ed il coordinamento del presidente. A tal fine il titolare della disciplina che preveda un consistente numero di esami, può fare istanza scritta al Presidente del Consiglio affinché la commissione sia composta da un congruo numero di docenti in modo da poterla suddividere in sottocommissioni.
3. Lo studente può chiedere alla segreteria l’autorizzazione a ripetere, non prima della sessione successiva, un esame allo scopo di migliorare la votazione già acquisita, previo pagamento di una tassa ripetizione esame, pari al 10% della quota di iscrizione di ateneo.
4. Il verbale di esame è firmato dal Presidente e dai membri della commissione o della sottocommissione giudicatrice. I presidenti delle commissioni hanno l’obbligo di curare la consegna del verbale, debitamente compilato in tutte le sue parti, alle rispettive segreterie studenti, di norma entro 24 ore dalla conclusione di ciascuna sessione di esame.
5. Il voto di esame sarà riportato solo sul verbale. Sul libretto sarà trascritta la notazione: “approvato”. Lo studente riprovato non potrà sostenere l’esame nell’appello successivo della medesima sessione. Nel caso in cui lo studente ritenga di interrompere l’esame prima della sua conclusione viene riportato esclusivamente sul verbale la notazione: “ritirato”.

Art. 12 - Cultori.

1. Al Consiglio compete, ai sensi dell’art. 20 comma 6 del RDA, l’attribuzione del titolo di cultore della materia, su proposta del titolare della stessa.
2. Può essere riconosciuto “cultore” chi, in possesso da almeno tre anni di laurea specialistica o di laurea conseguita in base alle normative previgenti alla applicazione del regolamento generale sull’autonomia, risponda ad almeno uno dei seguenti requisiti:
a) abbia conseguito il titolo di dottore di ricerca nell’area disciplinare in questione;
b) abbia ottenuto contratti di insegnamento o assegni di ricerca presso istituzioni universitarie in Italia o all’estero;
c) abbia pubblicato monografie di riconosciuto valore scientifico o articoli su riviste scientifiche di livello almeno nazionale;
d) abbia usufruito di borse di studio presso istituzioni di ricerca scientifica in Italia o all’estero.

Art. 13 - Prove finali.

1. Per accedere alla prova finale lo studente deve avere acquisito il quantitativo di crediti universitari previsto dal relativo Ordinamento degli studi.
2. I crediti per la prova finale verranno assegnati in base a un sintetico elaborato scritto concernente un argomento teorico, una esperienza pratica, o una ricerca empirica; elaborato che sarà concordato con un docente e discusso in una seduta di esame collettiva (3 CFU).
3. Le Commissioni giudicatrici della prova finale abilitate al conferimento del titolo di studio sono nominate dal Preside di Facoltà o, su sua delega, dal Presidente del Consiglio, e sono composte in base ad un’equa ripartizione dei carichi tra i docenti della facoltà e quelli esterni che ricoprano incarichi, supplenze o affidamenti. La commissione deve essere costituita comunque da almeno sette membri.
4. Il calendario delle prove finali deve prevedere almeno tre sessioni, opportunamente distribuite nell’anno accademico.

Art. 14 - Valutazione dell’esame finale e assegnazione lode.

1. La valutazione conclusiva dell’esame finale deve tener conto dell’intera carriera dello studente all’interno del Corso di studi, delle valutazioni sulle attività formative precedenti e sulla prova finale, nonché di ogni altro elemento rilevante. Lo svolgimento delle prove finali è sempre pubblico.
2. Le Commissioni giudicatrici per la prova finale esprimono la loro votazione in centodecimi e possono, all’unanimità, concedere al candidato il massimo dei voti con lode. Il voto minimo per il superamento della prova è sessantasei centodecimi.
3. Per potere aspirare alla laurea con lode lo studente deve presentare un curriculum con i seguenti requisiti: a) una media complessiva minima negli esami di profitto di punti 28/30; b) aver conseguito la valutazione del tirocinio e/o delle attività praticheeffettuate con la menzione “approvato con merito”. L’attribuzione della lode deve avvenire all’unanimità dei commissari dell’esame di laurea.

Art. 15 - Ammissione agli esami finali.

Le domande di ammissione all’esame di laurea hanno le seguenti scadenze: 20 gennaio, 20 maggio, 20 settembre. La presentazione dell’elaborato scritto e del libretto deve avvenire, per ciascuna sessione, rispettivamente entro la fine di febbraio, il 5 di luglio e il 15 di ottobre. Le sessioni degli esami di laurea hanno luogo entro il mese successivo alla chiusura degli esami di profitto, cioè entro marzo, entro luglio ed entro novembre. Durante gli esami di laurea le lezioni non sono sospese.

Art. 16 - Affissione albo.

La segreteria didattica della Facoltà curerà la pubblicazione dei piani didattici, dei calendari delle lezioni e degli esami mediante affissione all’albo e nelle bacheche destinate alle varie discipline.Titolo II
Piano didattico e tirocini

Art. 17 - Piano didattico.

1. Il Consiglio definisce per ciascun anno il piano didattico del corso di laurea, nel quale sono indicati i corsi istituzionali con caratteristiche generali, che devono essere seguiti obbligatoriamente da tutti gli studenti, e che forniscono i fondamenti delle discipline portanti del corso di laurea; e i moduli di approfondimento specialistico (eventualmente a numero programmato) che possono essere scelti dallo studente nel rispetto della articolazione prevista dall’ordinamento degli studi. Inoltre, il Consiglio può definire dei percorsi curriculari finalizzati al raggiungimento di specifici profili.
2. Lo studente, al fine di utilizzare i crediti riservati alle attività formative a scelta, segnala le relative opzioni nel proprio piano di studi.
3. Lo studente presenta, entro il 31 luglio dell’anno accademico precedente, il proprio piano di studi, secondo le modalità fissate nel comma precedente, alla commissione di cui all’art. 19.
4. Lo studente che si iscrive al primo anno indica, all’atto dell’iscrizione, le attività formative scelte tra quelle previste dall’ordinamento e attivate.
5. Per i Corsi di Laurea ad esaurimento resta in vigore la normativa vigente.

Art. 18 - Riconoscimento di crediti formativi e di esami sostenuti all’estero.

1. Il riconoscimento dei crediti formativi e degli esami sostenuti dagli studenti durante i periodi di studio presso Università straniere è deliberato, su richiesta dello studente, dal Consiglio.
2. Per i crediti acquisiti all’estero sono necessari un previo esame, da parte della commissione di cui all’art. 19, della certificazione prodotta dall’Istituzione straniera e tradotta in lingua italiana, e il conseguente parere vincolante di un docente titolare di una delle discipline professate nella Facoltà, che si pronunzia sulla congruenza e affinità didattica con il programma svolto dal richiedente.

Art. 19 - Commissione per i piani di studio e per il riconoscimento dei crediti.

1. La Commissione istruttoria per i piani di studio e per il riconoscimento dei crediti, composta da tre docenti è designata dal Consiglio del corso entro il 30 maggio di ciascun anno, contestualmente alla delibera del piano di studio ufficiale. Di essa fa parte anche il responsabile della segreteria studenti del Corso di Laurea o un suo delegato.
2. La commissione ha il compito di esaminare i piani di studio presentati dagli studenti, accertandone la conformità all’ordinamento didattico e alle deliberazioni del Consiglio; di coordinare e sovrintendere, mediante opportune annotazioni esplicative ed applicative, all’attuazione dei deliberati assunti; di esaminare le richieste di passaggio e di riconoscimento degli esami e dei crediti sostenuti in altri corsi di studio; di sottoporre, infine, all’approvazione del Consiglio le pratiche istruite.

Art. 20 - Passaggi ai Corsi di studio e convalide di esami come crediti formativi per il nuovo ordinamento.

1. Gli studenti che, a qualunque titolo, chiedano il passaggio o l’iscrizione ai Corsi di studio di pertinenza del Consiglio, avendo sostenuto già esami in altri corsi di studio universitari o essendo in possesso di altre lauree e diplomi di livello universitario, possono chiedere la convalida degli esami sostenuti che saranno convertiti in Crediti formativi validi per il nuovo ordinamento.
2. Tale convalida potrà essere concessa alle seguenti condizioni:
a) che la disciplina abbia la medesima denominazione di una delle discipline indicate nel piano degli studi;
b) nel caso in cui la disciplina non abbia la medesima denominazione, che essa appartenga al medesimo settore scientifico-disciplinare (tra quelli indicati nell’ordinamento), previo accertamento della congruenza del programma seguito;
c) se la disciplina di cui si chiede la convalida è annuale, essa potrà essere convalidata nella misura massima di 6 crediti formativi, se semestrale, nella misura massima di 3 crediti formativi;
d) per quanto riguarda i passaggi di corso per gli studenti provenienti dal previgente ordinamento, e l’abbreviazione per gli studentiin possesso di altre lauree e diplomi di livello universitario, potranno essere iscritti direttamente al secondo anno i richiedenti i cui crediti convalidati ammontino ad almeno il 60% di quelli previsti per il 1° anno. Gli studenti cui siano state convalidati almeno il 60% dei crediti previsti per il primo biennio, potranno essere iscritti al terzo anno.
e) per le discipline da convalidare che non prevedevano la votazione, va previsto un esame ai fini della attribuzione del voto;
f) sono convalidabili, conformemente alle norme prima riportate nel presente articolo, gli esami relativi alle discipline sostenute per il conseguimento della licenza in Teologia e in Sacra scrittura presso le Facoltà ecclesiastiche e loro sezioni o aggregati, di cui all’elenco contenuto nel D.M. n. 290 del 4.10.1993, punto 1.

Art. 21 - Tirocinio.

1. Il tirocinio e le attività pratiche previste si svolgeranno, sulla base di quanto previsto nell’ordinamento e al precedente art. 5, secondo le seguenti modalità:
a) attività pratiche guidate, con la supervisione di un docente o di un tutor interno, nella misura di 50 ore complessive;
b) attività formative esterne, nella misura di 200 ore complessive;
2. Le attività pratiche guidate (laboratori, seminari, rielaborazioni di esperienze, analisi e formulazioni di progetti) si svolgono all’interno dell’Università o comunque sotto la sua diretta responsabilità organizzativa e scientifica; tali attività verranno svolte o all’interno di singole discipline mediante appositi moduli a carattere professionalizzante, oppure attraverso momenti interdisciplinari che possono prevedere la presenza dei docenti e dei titolari d’insegnamento.
3. Le attività formative esterne devono svolgersi presso Enti pubblici o Enti che già svolgono servizi in convenzione o per conto di enti pubblici, che offrono servizi specializzati nel campo della salvaguardia del patrimonio artistico, archeologico e naturalistico, dei beni culturali, delle attività museali; nonché presso Enti pubblici e Istituzioni, anche private, che si occupano di turismo, operanti nel territorio, previa stipula di convenzioni tra l’Ente e la Facoltà di Scienze della Formazione.
4. Il tirocinio e le attività pratiche si svolgeranno nei tempi previsti nel piano degli studi, e gli studenti vi verranno ammessi previa domanda da rivolgere all’ufficio tirocinio della segreteria didattica. Le modalità di presentazione della domanda e di verifica del tirocinio svolto verranno stabilite dalla apposita commissione di cui al comma 6.
5. Le attività pratiche guidate e le attività formative esterne devono essere seguite rispettivamente da tutor interni alla Facoltà e da tutor collocati negli ambiti professionali ai quali le attività stesse si riferiscono. I tutor interni saranno docenti della Facoltà o personale esterno reclutato attraverso appositi incarichi o contratti a termine tra quanti presentano qualifica di formazione specifica postuniversitaria.
6. Per l’organizzazione e il coordinamento delle attività di tirocinio è costituita una Commissione nominata dal Consiglio di Facoltà tra i docenti della stessa, sentito il Consiglio. La Commissione, composta da sette membri, dura in carica due anni accademici. Essa presenta alla fine di ciascun anno accademico una relazione dettagliata sulle attività svolte e sul loro andamento.
7. Sono compiti della Commissione:
a) individuare Enti e Istituzioni rispondenti ai requisiti di cui al comma 3 del presente articolo, per la stipula delle convenzioni per le attività di tirocinio;
b) istruire le convenzioni di cui sopra e sottoporle all’approvazione del Consiglio di Facoltà;
c) provvedere al raccordo tecnico organizzativo con i responsabili degli Enti e delle Istituzioni convenzionati;
d) ammettere gli studenti al tirocinio secondo un calendario di precedenze fondato su criteri obiettivi;
e) delineare i criteri scientifici, didattici e operativi cui ispirare il tirocinio e svolgere la supervisione scientifica delle attività, relazionando al C.d.F. per l’opportuna approvazione;
f) predisporre, in accordo con gli Enti convenzionati, un calendario delle attività e indicare le azioni formative oggetto del tirocinio;
g) preparare un calendario delle attività pratiche guidate, in modo che le ore ad esse dedicate siano congruenti con il minimo previsto, sottoponendolo per l’approvazione al CCS e per gli aspetti finanziari al Consiglio di Facoltà. Per lo svolgimento dei compiti sopra elencati la Commissione può distribuire incarichi e deleghe tra i suoi membri o tra i tutor interni. Inoltre essa si avvale del personale amministrativo e tecnico della Facoltà o di personale a contratto, che verrà incaricato dal Preside delle mansioni relative.
8. Gli studenti ammessi al tirocinio saranno convocati dalla Commissione per concordare, mediante la sottoscrizione di un contratto formativo, il calendario delle attività, le modalità di svolgimento nonché i diritti e i doveri ai quali sono tenuti. L’elenco aggiornato delle strutture convenzionate e dei progetti di tirocinio sarà reso pubblico mediante affissione all’albo della Facoltà. Lo studente è tenuto al rispetto scrupoloso di quanto sottoscritto e ogni eventuale variazione dovrà essere preventivamente autorizzata dalla Commissione previo assenso dell’Ente interessato.
9. Gli studenti che abbiano svolto o che stiano svolgendo attività pratico-professionali, certificate o certificabili, presso Agenzie, Enti pubblici o Istituzioni con funzioni e finalità strettamente attinenti agli obiettivi didattici del corso di studi, possono richiedere alla Commissione tirocinio il riconoscimento di tali attività, purché documentate, all’atto di presentazione della domanda per lo svolgimento delle attività formative. La Commissione, previo controllo della pertinenza e della validità delle esperienze compiute, può convalidare fino ad un massimo del 70% delle ore di tirocinio previste per le attività esterne.
10. Allo studente verrà fornito un registro sul quale verranno di volta in volta indicate, specificando giorni e ore impegnati, le attività svolte, le eventuali assenze e le interruzioni dalle attività, perché sia possibile il calcolo, ai fini del recupero, delle ore non svolte. La conformità di quanto dichiarato sarà attestata dalla firma dello studente e da quella del docente o del tutor responsabili dello svolgimento delle attività. Tale registro sarà vidimato prima dell’inizio delle attività e aggiornato durante lo svolgimento delle stesse.
11. Lo studente è tenuto sia nel corso che dopo il tirocinio a: 1) mantenere il segreto professionale; 2) rispettare i regolamenti disciplinari e le misure organizzative, di sicurezza e di igiene sul lavoro dell’Ente presso cui svolge le sue attività di tirocinio; 3) mantenere comportamenti adeguati al suo status professionale e congruenti con le specifiche realtà ove svolge le attività di cui trattasi; 4) seguire le indicazioni professionali del tutor dell’Ente convenzionato e del docente o del tutor della Facoltà.
12. Alla fine dell’attività di tirocinio lo studente dovrà presentare una relazione scritta sull’attività svolta, redatta secondo le modalità e le forme indicate dalla Commissione. La commissione, sulla base anche dei giudizi formulati dai tutor interni ed esterni o dei docenti responsabili, esprime motivandolo un giudizio in termini di “approvato con merito”, “approvato”, “non approvato”. Tale giudizio, indispensabile per l’ammissione all’esame di laurea, sarà riportato nel registro. In caso di non approvazione lo studente è tenuto a ripetere il tirocinio nelle forme e nella misura stabilite dalla Commissione. Il registro delle attività sarà depositato dagli studenti in segreteria all’atto delle presentazione della domanda di laurea.
13. Le attività di tirocinio svolte dallo studente, certificate dal Preside sulla base della documentazione fornita dalla Commissione, fanno parte integrante del suo curriculum e nel diploma di laurea verrà menzionato il tirocinio effettuato e il numero di ore svolte.

Art. 22 - Aspetti organizzativi.

1. Il Corso di laurea in Formazione di operatori turistici - Indirizzo storico culturale - è attivato presso la sede del Consorzio Ennese Universitario avvalendosi delle risorse logistiche (compresa, tra le altre, la utilizzazione dei locali dell’ex Pretura di Piazza Armerina) e finanziarie previste nella Convenzione stipulata tra il Consorzio e l’Università di Catania - Facoltà di Scienze della formazione.
2. La Convenzione fissa altresì le modalità relative all’utilizzazione dei locali e del personale per la gestione degli aspetti amministrativo-contabili e organizzativi del Corso di laurea, nonché al funzionamento dello sportello informativo e di segreteria-studenti decentrato, ed al pagamento delle indennità di missione al personale docente e amministrativo impegnato nel Corso di laurea.
3. Le risorse finanziarie, dovute dal Consorzio Ennese Universitario in applicazione della Convenzione, saranno versate in base ad analitiche richieste della Facoltà di Scienze della Formazione, alla quale è affidata la responsabilità amministrativa del Corso, oltre che l’iscrizione degli studenti ed il rilascio del titolo finale secondo quanto previsto dall’art. 2 comma 6 del Regolamento Didattico d’Ateneo.