della Facoltà di Scienze della Formazione
Università degli Studi di Catania

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DA MAGISTERO A SCIENZE DELLA FORMAZIONE:
UNA FACOLTA IN CONTINUO CAMBIAMENTO


Come presentazione del secondo volume degli Annali, periodico che intende testimoniare la vita e le attività scientifiche della Facoltà di Scienze della Formazione, ritengo utile esporre alcuni momenti essenziali delle origini e degli sviluppi della Facoltà, inserita in modo del tutto peculiare nella storia del nostro Ateneo.
Riscoprire - seppur sommariamente e senza pretesa di esaustività - le radici dell'istituzione di cui si fa parte è un dovere per chi è stato chiamato a presiederla, e può risultare interessante per rafforzare il senso di appartenenza degli studenti, dei docenti e del personale amministrativo.
Nel momento della ricostruzione, materiale e civile, della città di Catania dopo la seconda guerra mondiale, l'Amministrazione comunale - su iniziativa dell'assessore alla Pubblica Istruzione prof. Domenico Magri - approva un progetto di istituzione di un "Istituto Superiore di Magistero Comunale", costituendo un consorzio finanziatore e con il proposito di chiedere al Ministero della Pubblica Istruzione il pareggiamento dei titoli in esso acquisiti.
La dizione 'Magistero' aveva lontane radici. Già nel 1882, su iniziativa di Francesco de Sanctis, era stato fondato l'Istituto "Superiore femminile di Magistero" con l'obiettivo di accrescere il livello di cultura, soprattutto delle donne. Nel 1935 l'Istituto era stato trasformato in facoltà di Magistero, e altre facoltà ed istituti pareggiati con questa denominazione si erano diffusi in tutta Italia.
Nell'autunno del 1947, il Rettore dell'Università di Catania (Guido Libertini, da poco subentrato a Dante Majorana) nomina per i contatti con l'Amministrazione municipale una commissione composta dai professori Salvatore Santangelo, preside della Facoltà di Lettere, Gustavo Cumin, preside della Facoltà di Economia e Commercio, e Stefano Bottari, docente di Storia dell'arte medievale e moderna.
Il Consiglio della Facoltà di Lettere approva l'iniziativa nella seduta del 4 novembre 1947. Il 4 dicembre, su proposta della commissione, il Comune di Catania bandisce un concorso per l'ammissione al Magistero. Il 10 dicembre, la Giunta municipale nomina il direttore dell'Istituto nella persona del prof. Salvatore Santangelo, il Consiglio provvisorio e gli impiegati di segreteria. Il giorno successivo si riunisce il Consiglio, composto, oltre che dal direttore e dai professori Cumin e Bottari, anche dal prof. Quintino Cataudella: è il primo atto ufficiale della nuova istituzione.
Nella seduta di Consiglio del 4 marzo 1948 - tenuta nel Palazzo delle Scienze, sede provvisoria dell'Istituto - si procede all'attribuzione dei primi incarichi di insegnamento. I primi docenti dell'Istituto di Magistero sono i professori Giulio Natali (Letteratura italiana), Quintino Cataudella (Letteratura latina), Cesare Sanfilippo (Storia), Santino Caramella (Pedagogia), Salvatore Santangelo (Filologia romanza), Gustavo Cumin (Geografia), Cleto Carbonara (Storia della filosofia), Stefano Bottari (Storia dell'arte), Emanuele Rapisarda (Grammatica latina), Gino Raya (Lingua e letteratura francese), Giorgio Piccitto (Lingua e letteratura tedesca), Angelo Morelli (Lingua e letteratura inglese), Mario Petroncelli (Istituzioni di diritto pubblico), Salvatore Frazzetto (Igiene).

Nell'Aula Magna del Palazzo delle Scienze, il 9 dicembre 1951, inaugurazione dell'Anno Accademico 1951-52 e festeggiamenti per la parifica dell'Istituto di Magistero: al centro, il prof. Salvatore Santangelo, primo direttore dell'Istituto, durante il suo intervento, l'on. Domenico Magrì, il prof. Cesare Sanfilippo.

La maggioranza dei docenti proviene della Facoltà di Lettere, ad eccezione di Sanfilippo e Petroncelli (Giurisprudenza), Cumin (Economia e Commercio), Frazzetto (Medicina), Morelli (ordinario nell'Istituto tecnico di Riposto). Le esercitazioni di Lingua e letteratura italiana sono affidate al prof. Domenico Magri, ordinario nei licei.
Le lezioni, svolte nel Palazzo delle Scienze, hanno inizio l'8 marzo e terminano il 30 giugno. I corsi di laurea, di cui si istituisce il l'anno, sono tre: Materie letterarie, Pedagogia, Lingue e letterature straniere, ai quali si aggiunge il diploma in Vigilanza nelle scuole elementari: corsi che rimarranno in vigore fino al 1993.
Il bilancio consuntivo del primo anno di attivazione (1947-1948) registra spese per £. 2.260.390, interamente coperte dal Comune di Catania.
Il 29 ottobre 1949 è deliberata l'istituzione del Consiglio d'amministrazione dell'Istituto, che si insedia il 14 dicembre dello stesso anno. t composto, oltre che dal direttore che lo presiede: dai professori Cataudella e Rapisarda; dal prof. Nicolò Cavallaro, assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Catania; dall'assessore prof. Pietro Condorelli; dal dott. Domenico Ronsisvalle, direttore amministrativo dell'Istituto, che assume le funzioni di segretario. Alla prima riunione partecipa anche il dott. La Pergola, ragioniere dell'Istituto, che relaziona sulla situazione finanziaria per i due esercizi conclusi (1947-1949). Ai contributi e alle anticipazioni del Comune si aggiungono in entrata le tasse pagate dagli studenti nel biennio, ammontanti a complessive £. 4.585.492,90.
Nelle sedute successive, il Consiglio si adopera per adeguare la struttura organizzativa e amministrativa dell'Istituto ai criteri richiesti dal Ministero per il pareggiamento alle facoltà di Magistero delle Università statali. L'organico dei docenti viene fissato in 5 professori di ruolo, 13 incaricati, 4 assistenti e lettori diruolo più 6 incaricati.
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nella seduta del 14 giugno 1950, dà parere favorevole alla parificazione, a condizione che siano eliminate dallo Statuto alcune incongruenze, quali la competenza dell'Amministrazione comunale nella nomina dei professori e nella ratifica delle attribuzioni degli incarichi e delle supplenze, inclusa la nomina del direttore.
Il Consiglio d'amministrazione attua le richieste modifiche allo Statuto, che viene revisionato anche nella parte riguardante le attribuzioni e le retribuzioni del personale docente e amministrativo, adeguate alle tabelle previste per le Università statali.
Il tanto atteso pareggiamento è sancito dal Decreto del Presidente della Repubblica del 18 settembre 1951.
La struttura dell'Istituto si completa con l'avvio, il 19 maggio del 1952, dell'Opera universitaria, deputata "all'assistenza collettiva e individuale degli studenti". Presidente ne è il direttore prof. Santangelo. Fanno parte del Consiglio: il prof. Carmelo Ottaviano; il dott. Nicolosi, direttore amministrativo (con funzioni di segretario); il dott. Mollica, designato dal Consiglio d'amministrazione; il sig. Barresi, rappresentante degli studenti.
Intanto sono stati incaricati nuovi docenti: Francesco De Logu, di Lingua e letteratura spagnola; Angelica Escher, di Lingua e letteratura tedesca; Carmelo Ottaviano, di Filosofia; Giovanni Bianca, di Storia della Filosofia (poi anche di Psicologia, prima che questo insegnamento venga assunto dall'Ottaviano); Gina Fasoli, di Storia; Santo Mazzarino, di Storia romana; Enzo Maganuco, di Storia dell'arte al posto del prof. Bottari. Si avvicenderanno in seguito tanti altri docenti, e gran parte dei professori della Facoltà di Lettere terranno insegnamenti nell'Istituto.
Come direttori dell'Istituto si succederanno Carmelo Ottaviano (che nell'ottobre 1954 sostituisce Salvatore Santangelo, dimissionario per motivi di salute), dal 1963 Emanuele Rapisarda, dal 1974 Bruno Panvini, e infine - per quasi un ventennio, prima come direttore, poi come preside, dal 1983 fino al 2001 - Rosario Soraci.
L'entità numerica del corpo studentesco cresce rapidamente. Il numero degli iscritti passa dai 250 iniziali ai 574 del 1951-1952, primo anno di pareggiamento. Di essi, 483 in corso e 91 fuori corso. Interessante è rilevare che in questi primi anni il Magistero vede una prevalenza di iscritti di genere maschile (304 maschi e 270 donne nel 19511952). La tendenza si inverte nel cor Da sinistra a destra: il prof. Emanuele Rapisarda, il prof. Carmelo Ottaviano, la prof.ssa Carmelina Naselli, il senatore Alfio Di Grazia, il direttore amministrativo dott. Giuseppe Nicolosi, l'on. Domenico Magei.
so degli anni Cinquanta. Nel 1961-1962 gli iscritti salgono a 1.547, di cui 391 fuori corso, ma di essi 567 sono maschi e 980 donne (pari al 63%). Oggi la percentuale di donne è intorno all'80%.

Da sinistra a destra: il prof. Emanuele Rapisarda, il prof. Carmelo Ottaviano, la prof.ssa Carmelina Naselli, il senatore Alfio Di Grazia, il direttore amministrativo dott. Giuseppe Nicolosi, l'on. Domenico Magel.

Nel maggio 1960 viene approvata la costituzione di tre Istituti: Filosofia (diretto da Carmelo Ottaviano), Filologia (diretto da Emanuele Rapisarda), Lingue moderne (diretto da Salvatore Rosati), e dei seminari di Filologia moderna, Filologia classica, Storia e istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica, Lingue moderne, Filosofia e pedagogia, Psicologia e Igiene, Storia dell'arte medievale e moderna, Geografia.
Nello stesso anno 1960, l'Istituto lascia il Palazzo delle Scienze e si trasferisce nei nuovi locali di via Fabio Filzi, all'ultimo piano dell'edificio dell'Istituto magistrale "Turrisi Colonna": locali allora adeguati e descritti con parole di grande entusiasmo nell'Annuario del 1959-1960, ma successivamente rivelatisi insufficienti per una struttura in continua crescita. L'Amministrazione comunale farà seguire all'assegnazione di questi locali la donazione - in comproprietà con la Facoltà di Lettere - dell'ex Monastero dei Benedettini.
Nel 1968 viene costituito, per una più partecipata gestione dell'Istituto, un comitato paritetico composto dal Consiglio direttivo e dai rappresentanti di ciascuna della categorie di professori incaricati, assistenti e studenti, eletti nell'ambito delle categorie di appartenenza all'inizio di ciascun anno accademico.
Con lettera ministeriale del 5 marzo 1973 viene nominato un "Comitato tecnico", composto, oltre che dall'allora direttore Emanuele Rapisarda e da Carmelo Ottaviano, anche dai professori Giancarlo Fasano (straordinario di Lingua e letteratura francese nell'Istituto), Gino Corallo e Rosario Anastasi della Facoltà di Lettere. Riunito per la prima volta il 26 marzo 1973, il Comitato fu successivamente allargato a tutti gli incaricati stabilizzati.
Nel 1990, dopo lunghe e complesse vicende amministrative e politiche, e superando non poche remore e difficoltà, si realizza finalmente (con la legge 7 agosto 1990 n. 245, art. 9) la statizzazione dell'Istituto, che diventa la decima Facoltà dell'Ateneo catanese.
I cambiamenti si susseguono: in base alle modifiche degli ordinamenti sul piano nazionale, nel 1993 viene trasformato in Scienze dell'educazione il Corso di laurea in Pedagogia, che rimane ad esaurimento come i preesistenti corsi di Materie letterarie, Lingue e letterature straniere, Vigilanza nella scuola elementare.
Nel 1995 avviene l'ultima trasformazione istituzionale: i Magisteri diventano Facoltà di Scienze della Formazione; non più limitati, quindi, alla formazione degli insegnanti, ma finalizzati alla preparazione di nuove figure professionali, quali educatori e formatori operanti in diverse istituzioni sociali, oltre che nella scuola.
Oggi la Facoltà ha cinque corsi di laurea: Scienze dell'educazione e della formazione, Educatori dell'Infanzia, Scienze e tecniche psicologiche, Formazione di operatori turistici, questi ultimi due in convenzione con il Consorzio ennese universitario e con sede rispettivamente ad Enna e a Piazza Armerina (Scienze e tecniche psicologiche è gestito in collaborazione con le Facoltà di Lettere e Filosofia e Medicina e Chirurgia). A gestione interfacoltà con Medicina è pure il corso di laurea in Scienze motorie.
Circa 8.000 studenti, di cui 1.550 matricole; oltre 100 convenzioni con Enti esterni per il tirocinio teorico-pratico mirato alla professionalizzazione degli studenti dei diversi corsi di laurea; una biblioteca dotata di un patrimonio di oltre 100.000 volumi e di strutture informatiche per la ricerca bibliografica telematica: queste le cifre essenziali di una Facoltà in continua crescita, con tutti i problemi - logistici e organizzativi - che questo comporta.
Una sfida quotidiana per rispondere alle pressanti richieste di formazione provenienti non solo dagli studenti iscritti, ma anche dall'ampio territorio della Sicilia centroorientale: richieste che una Facoltà denominata proprio "Scienze della Formazione" non può permettersi di deludere.


Santo Di Nuovo

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