della Facoltà di Scienze della Formazione
Università degli Studi di Catania

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Presentazione

E' con grande piacere e non celato orgoglio che presento il primo volume degli Annali della Facoltà di Scienze della Formazione.

La pubblicazione periodica che raccoglie lavori scientifici dei componenti di una Facoltà è per essa il migliore biglietto di visita e concretizza un progetto di visibilità esterna importante se si tratta di una Facoltà giovane come quella che ho l'onore di presiedere. Per aver contribuito a realizzare questo progetto, ringrazio i colleghi che hanno scelto di riservare agli Annali un lavoro scientifico anziché pubblicarlo in altri luoghi, magari più consoni alla diffusione nelle comunità scientifiche di appartenenza.

La ricerca sta indubbiamente attraversando un momento difficile. Le risorse ad essa destinate sono depauperate dalla progressiva diminuzione dei finanziamenti, e al tempo stesso l'incremento travolgente di impegni didattici conseguenti ai nuovi ordinamenti lascia poco spazio per lo studio scientifico, o impone di costringerlo faticosamente nei pochi momenti liberi da impegni istituzionali.

In questo contesto, è di grande soddisfazione vedere il lavoro scientifico dei nostri docenti e ricercatori crescere in quantità e in qualità, come viene riconosciuto anche a livello di valutazione accademica. E la soddisfazione cresce ancor più nel constatare che la valutazione delle Facoltà italiane fatta dal Censis ci colloca ai primi posti in Italia nell'indicatore della produttività scientifica. Di questa produttività i lavori contenuti in questo primo numero degli Annali rappresentano una tangibile, e tuttavia parziale, testimonianza.

Si rileva anzi tutto una grande molteplicità di temi, specchio della grande varietà di interessi scientifici di una Facoltà che ha al suo interno un'anima umanistica (discipline storico-geografiche, filosofiche, linguistico-letterarie), una scientifica al confine tra il sociale e il biologico (psicologia, sociologia, igiene, psichiatria) ed una pedagogico-didattica, con solide basi teoretiche, ma con interessi di ricerca volti anche alla sperimentazione e alle applicazioni utili per il territorio.

Ciò che accomuna l'impegno scientifico della Facoltà - come dice la sua denominazione, che ha sostituito l'antica dizione di 'Magistero' - è l'interesse verso la formazione. Non è un caso che la struttura di ricerca che accoglie la maggior parte dei docenti sia il Dipartimento di "Processi formativi", e che il dottorato di ricerca sia denominato "Teorie e metodi dei processi formativi".

La formazione nei diversi settori è bene simbolizzata dall'immagine, di Salvo Russo, che compare in copertina: un labirinto di saperi congiunto ad una torre di Babele di linguaggi, immerso nel contesto qualche volta deprimente, ma più spesso stimolante, della natura e della terra di Sicilia. Né il labirinto, né la Babele sono di per sé esperienze negative: il primo incita alla ricerca della soluzione, la seconda alla conciliazione e all'integrazione dei linguaggi, ed esprimono pertanto un'aspirazione e un'utopia. Obiettivi che ritroviamo nel processo formativo, che concretizza un ideale di crescita connesso all'uscita dal labirinto della crisi dei saperi e della loro espressione accademica, e insieme l'acquisizione di linguaggi che uniscano anziché dividere.

Perché l'utopia si realizzi, bisogna dare spazio e fiducia alle giovani generazioni: ottica nella quale si muove il progetto culturale della nostra Facoltà. Anche per questo, il primo numero degli Annali ospita contributi sia di docenti che di giovani che si affacciano al mondo della ricerca scientifica universitaria. E ospita gli abstracts delle tesi di laurea che hanno meritato il giudizio della lode nell'ultimo anno accademico e che i relatori hanno reputato degne di questa forma, seppure sintetica, di pubblicazione. Al fine di offrire una maggiore visibilità, questi estratti sono stati inseriti, in versione italiana ed inglese, anche nella pagina web della Facoltà.

L'impegno formativo di una Facoltà di Scienze della Formazione deve riguardare anzitutto i propri giovani ricercatori, perché la tradizione di valore scientifico possa mantenersi, consolidarsi ed accrescersi. Solo così - e non tanto con l'incremento dei corsi di laurea e del numero di studenti, che pure sono indicatori importanti di sviluppo - la Facoltà potrà crescere e diventare punto di riferimento nel contesto siciliano, mantenendosi al tempo stesso aperta ai necessari collegamenti nazionali ed internazionali.

Santo Di Nuovo

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